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Documenti e assegno 'fasulli' Truffatore smascherato PDF Stampa E-mail
martedì 19 gennaio 2010

Un uomo, 73 anni, nato a Napoli, ha tentato di aprire un conto corrente esibendo una carta d'identità che aveva scritto "Comune di Casal Borsetti": del tutto inverosimile

 

Si è recato in banca per aprire un conto corrente con il versamento di un assegno di importo elevato, esibendo una carta d'identità che aveva scritto come Comune di rilascio "Comune di Casal Borsetti", cosa alquanto strano trattandosi di una piccola frazione del Comune di Ravenna.

Da questa anomalia è partita un'indagine che ha portato all'arresto di un uomo, 73 anni, di Napoli ma residente a Rimini, per tentata truffa, ricettazione e possesso di documenti falsi.

Ecco in dettaglio la storia che ha portato la polizia a smascherare il malvivente.

Il personale dell'istituto di credito, insospettito da quello strano documento d'identità, ha chiamato la polizia che è allora intervenuta per effettuare un controllo.

Secondo quella carta d'identità l'uomo era un cittadino italiano di 61 anni nato in provincia di Avellino. Gli agenti lo hanno portato in Questura per appurare l'anomalia nel suo documento. 

Durante gli accertamenti, contrariamente a quanto riferito al bancario, l'uomo ha asserito improvvisamente di chiamarsi Gennaro Rocco, di essere nato a Napoli nel 1944, di essere residente a Sant’Arcangelo di Romagna e, a sostegno di tali affermazioni, ha esibito una carta di identità con quelle generalità, rilasciata da quel Comune, nel marzo dello scorso anno.

Gli accertamenti avviati immediatamente hanno consentito di verificare che anche queste generalità risultavano false e hanno fatto emergere le vere generalità della persona: M.G., 73 anni, nato a Napoli.
 

Inoltre l’uomo è risultato in possesso di una patente di guida rilasciata nel novembre 2002 dalla MCTC di Rimini, nonché di una una tessera sanitaria nazionale, entrambe intestate al citato Gennaro Rocco e pertanto anch’esse falsificate.


E' stata trovata addosso all'uomo anche la somma in contanti di circa duemila euro di cui non è sato in grado di giustificarne la provenienza. Visti i numerosi precedenti penali per reati contro il patrimonio, la fede pubblica e in materia di falso nonché le varie condanne riportate nel corso degli anni passati, il denaro, tutti i documenti esibiti e l’assegno bancario portato all’incasso, sono stati sequestrati.


Successivi accertamenti hanno permesso di appurare che l’assegno bancario che l'uomo voleva versare in banca era stato emesso a Milano lo scorso 3 gennaio per un importo di € 318,77 da una persona là residente. Quest’ultima contattata telefonicamente é risultata essere una persona anziana di anni 85, che ha confermato che l'assegno era stato compilato per una somma di € 318,77, a fronte del pagamento di una spesa condominiale ed era stato spedito a mezzo servizio postale lo stesso giorno della compilazione.


Questo ha dimostrato che anche l’importo dell’assegno era stato contraffatto con l’apposizione della cifra 12 davanti al reale importo e in più, l’inchiostro di quel numero era leggermente diverso da quello usato per le restanti cifre.


Alla fine l'uomo, ormai alle strette, ha confessato di essere l’autore materiale della falsificazione. E' stata allora perquisita la sua abitazione di Rimini, dove sono stati trovati altri 8 documenti, tra cui tessere di attribuzione del codice fiscale, tessere sanitarie ed assegni bancari, il tutto riportante generalità diverse da quelle già rese agli agenti operanti, ma tutti con la sua stessa foto, nonché altro materiale utile per porre in essere le truffe
 

L’uomo, con alcuni dei nominativi di cui ai citati documenti, era in possesso anche di fotocopie di erogazione di pensioni da parte dell’INPDAP, per un importo ciascuna di € 1.226,55.

M.G. è stato arrestato per i reati di ricettazione, tentata truffa, uso di atto falso, false attestazioni sull’identità personale, sostituzione di persona, possesso di documenti falsi validi per l’espatrio, falsità in titoli di credito trasmissibili per girata, contraffazione di pubblici sigilli. Tutti i delitti commessi con il vincolo della continuazione.

L’arrestato dopo le formalità di rito è stato associato presso la locale Casa Circondariale.

In merito a tutto il materiale acquisito, sono in corso ulteriori accertamenti da parte della Squadra Mobile, finalizzati a stabilire la commissione di altre eventuali attività illecite, anche con riguardo all’utilizzo del materiale rinvenuto in materia di pensioni.