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Le sensazioni in casa Napoli al termine dell'anno 2009 PDF Stampa E-mail
giovedì 31 dicembre 2009

Napoli – Si chiude un anno in forti tinte chiaroscuro per il Napoli condito, nelle vicende tecniche, dall’esonero di Reja il successivo l’arrivo in panchina di Donadoni anch’egli sollevato dopo pochi mesi dall’incarico e sostituito dall’ex tecnico della Sampdoria Walter Mazzarri

Sino ad un paio di mesi fa, infatti, i partenopei avevano inanellato una inquietante striscia di risultati negativi in netta controtendenza con la trionfale gestione Reja che nei precednti 4 anni del suo mandato avevano con merito condotto la squadra dalla polvere della Serie C al palcoscenico europeo della Coppa Uefa. 

Da media retrocessione invece l’andamento della squadra sin dalla ripresa del campionato 2009. Prestazioni imbarazzanti, rassegnazione nelle sfide in trasferta (praticamente sempre perse) e spaccature interne, sono le motivazioni che hanno richiesto al presidente De Laurentiis un ribaltone forte e rapido che è stato realizzato non solo dal punto di vista tattico ma anche dirigenziale. 

Difatti agli albori del secondo quinquennio della sua gestione, De Laurentiis è ripartito estromettendo dalla società un'altra pietra miliare della ricostruzione azzurra: Pierpaolo Marino. 

La società ha sentito forte dunque il bisogno di rinnovamento a tutti i livelli, inserendo da subito nell’organico dirigenziale il giovane DS Bigon che certamente non resterà il solo nuovo volto della “nuova” azienda Napoli.
Fortunatamente il percorso di rilancio del team azzurro è stato possibile in corso d’opera grazie ai grandissimi risultati ottenuti da subito sul campo da Mazzarri il quale, immediatamente calatosi nella realtà partenopea da lui peraltro già conosciuta ai tempi nei quali era vice di Renzo Ulivieri, ha inanellato in campionato una storica striscia di dieci risultati utili consecutivi conditi da perle come la vittoria esterna a Firenze e a Torino contro la Juventus, senza dimenticare il passaggio del turno in Coppa Italia contro il Cittadella. 

Gli imbarazzanti limiti tecnici, tattici, fisici e caratteriali evidenti nella fallimentare gestione Donadoni sono stati invece mascherati da Mazzarri il quale è stato addirittura in grado ribaltare equilibri e giudizi ottenendo davvero il massimo dall’organico messogli a disposizione. 

Se quindi la rosa verrà, nel mercato di Gennaio, opportunamente puntellata con gli elementi che il tecnico azzurro riterrà indispensabili, e la società acquisirà di pari passo una veste sempre più più strutturata ed organizzata, il 2010 potrebbe davvero rappresentare per la comitiva azzurra ed il suo appassionato tifo l’anno del ritorno in Europa, con la sottile speranza che il sogno europeo si possa magari realizzare con l’accesso alle competizioni continentali attraverso la porta principale della Champion’s League.

 

fonte : Claudio Siciliano
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